Keith Haring prima dell’icona

Kutztown

Il gioco

Linea e ritmo

Un artista, un amico

Keith Haring prima dell’icona
È bastato un cane, una figura danzante o un bambino circondato da raggi per rendere Keith Haring immediatamente riconoscibile. Ma prima che quel segno diventasse un’icona, c’erano una cittadina della Pennsylvania, un amico d’infanzia e una curiosità instancabile per le immagini.
Haring’s House: Works from the Collection of Kermit Oswald, presentata da Sotheby’s a New York, offre un punto di vista intimo sul lavoro dell’artista. La selezione riunisce opere e materiali provenienti dalla raccolta di Oswald, amico di Haring fin dall’infanzia. Molti pezzi furono donati direttamente dall’artista e rimasero nella collezione privata per decenni.
Prima di New York
Haring nacque a Reading e crebbe a Kutztown, in Pennsylvania. Imparò a disegnare anche osservando il padre, che disegnava fumetti, e assorbì presto le immagini della cultura popolare, tra cui quelle di Walt Disney e Dr. Seuss.
Kermit Oswald faceva parte di quel mondo fin dall’inizio. I due si conobbero da bambini e disegnavano insieme. Da adolescenti andavano a New York per visitare musei e gallerie, poi tornavano a casa e continuavano a dipingere. Quando Haring si trasferì in città nel 1978 per studiare alla School of Visual Arts, la loro amicizia proseguì attraverso lettere, idee e lavoro condiviso.
Immagine: Keith Haring e Lisa Oswald nello studio di Kermit Oswald, 1983. Credito riportato da Sotheby’s: courtesy Kermit Oswald
La città come laboratorio
New York offrì a Haring una scena artistica che si muoveva anche fuori da musei e gallerie: metropolitana, strade, club e spazi alternativi. Lì incontrò Kenny Scharf e Jean-Michel Basquiat e frequentò musicisti, performer e graffiti writer. Il suo lavoro si sviluppò dentro una cultura in cui arti visive, musica e vita notturna si toccavano di continuo.
La linea di Haring porta con sé quel ritmo. Le figure sembrano correre, ballare, urtarsi. Il segno è diretto, ma nasce da un ambiente vivo e composito, non da un linguaggio isolato.
Il gioco diventa forma
Tra le opere della selezione di ottobre ci sono Toy Block Set e Untitled (Blocks), entrambe del 1984. Nel primo caso il lavoro prende la forma di sedici blocchi di legno; nel secondo, le figure e le linee si dispongono su carta con acquerello e grafite. Sono due modi diversi di osservare come Haring spostasse il proprio vocabolario da un materiale all’altro.
La raccolta conserva anche lettere, fotografie e lavori su carta legati alla relazione con Oswald. Così Haring’s House racconta non soltanto cosa produceva l’artista, ma anche le persone e gli scambi che accompagnavano quel lavoro.
Prima dell’icona, una comunità
Haring è diventato un artista riconoscibile in tutto il mondo. In questa selezione, però, il suo segno torna vicino alle sue origini: una stanza, un amico, un oggetto, una conversazione.
Prima che le immagini entrassero nell’immaginario collettivo, erano parte di una vita condivisa. Guardare Haring’s House significa rivedere l’icona da questa distanza più ravvicinata.
Le tre foto del catalogo sono consultabili ai link sopra; per la pubblicazione va mantenuto il credito previsto da Sotheby’s e dal titolare dei diritti.